LA GUIDA IN FUORISTRADA CON I DIVERSI TIPI DI FONDO
STERRATO
La strada sterrata è il trampolino di lancio verso il fuoristrada, è il primo approccio alla “assenza di asfalto” che ci ricorda quanto possa essere bello non essere in autostrada durante i weekend ma in luoghi dove, “ci si arriva anche con la Punto ma con la fuoristrada è tutta un’altra cosa!”, e che ci fa capire quanto l’asfalto sia, a volte, più una privazione che una conquista.
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La guida su fondo sterrato prevede comunque l’utilizzo della trazione sulle 4 ruote, non sono rari i casi in cui, sottovalutando la strada bianca, anche piloti di un certo livello siano finiti fuori per non avere utilizzato le 4 ruote motrici e per avere, forse, avuto il piede un po’ pesante. E’ un fondo che predispone istintivamente alla velocità: questa nuvola bianca che ci corre dietro mentre si attraversa la campagna ci fa sempre sentire un po’ alla “Paris-Dakar” ed è per questo motivo che va affrontato con le dovute cautele: per guidare sui fondi sterrati non è generalmente necessario utilizzare le marce ridotte anche se, a seconda della complessità e della tortuosità del percorso, può essere utile innestare il riduttore per “sentire meglio” la fuoristrada.
Essendo un fondo mosso lo sterrato non garantisce la precisione nelle traiettorie ed è dunque buona norma giocare d’anticipo, sentire la 4x4 che, in linea di massima, avrà un comportamento “scivoloso” ma costante, anticipando le traiettorie di entrata in curva e assicurandosi buoni spazi di arresto.
Su questo tipo di fondo è consigliabile gestire l’acceleratore e il freno con una certa dolcezza per non creare buche e solchi che, con la prima pioggia abbondante, possono diventare vere voragini.
Il regime di giri dovrà essere abbastanza alto, prossimo alla coppia, in modo da permettere, levando il piede, un buon freno motore, accelerando, una buona gestione del veicolo. E’ sconsigliabile lanciare la vettura con marce alte e regime basso, condizione nella quale non si ha il pieno controllo del mezzo.
Nella preparazione del mezzo è buona norma sgonfiare leggermente le gomme per far sì che parte delle asperità della strada vengano assorbite dalle stesse alleggerendo il lavoro delle sospensioni; pneumatici troppo stradali non sono l’ideale per la guida su sterrato, poiché pattinano molto rendendo la guida più difficoltosa e meno sincera; una tassellatura intermedia, non troppo accentuata, è l’ideale.
Nella guida in colonna è bene pensare al mantenimento di una certa distanza dal veicolo che precede per evitare che eventuali sassolini lanciati dalle gomme danneggino il nostro mezzo e per garantirci una buona visuale evitando la polvere sollevata.
FANGO
Il fango suscita nel fuoristradista istinti celati e selvaggi, la sfida con questo elemento è ciò che, generalmente, più affascina sia il neofita che “la vecchia volpe”. La guida nel fango, oltre a richiedere una certa dose di destrezza nel controllo del mezzo, richiede un buon feeling con la propria 4x4 e una buona tecnica: innanzitutto va specificato che il fango non è tutto uguale, la differente densità data dalla quantità di acqua e la sua profondità creano situazioni nettamente differenti che vanno affrontate sempre in modo diverso. Quello che possiamo indicare in queste
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poche pagine sono le condizioni standard di approccio che non potranno comunque mai rimpiazzare l’esperienza fatta sul campo.
Nel fango la 4x4 avanza senza sensibili problemi fino a quando non “spancia”, cioè fino a che gli organi di trasmissione e il telaio restano staccati da terra; la fangaia va affrontata con relativa lentezza e determinazione, il riduttore sarà inserito e la marcia utilizzata dovrà essere sufficientemente alta per fare avanzare la 4x4 senza però scavare.
Una velocità eccessiva ci “lancerebbe” nel mezzo della fangaia senza darci la possibilità di effettuare manovre di rientro in caso di “piantata”: bisogna tenere presente che man mano avanziamo nel fango ci creiamo una strada per la quale siamo sicuri di poter transitare; nel caso la fangaia diventasse più profonda del previsto e la macchina tentasse di spanciare, avremo sempre la possibilità di divincolarci con una manovra di retromarcia.
Nel fango il pneumatico non deve “galleggiare”, anzi deve poter affondare fino a trovare la consistenza utile al movimento della fuoristrada, è per questo motivo che, per questo utilizzo, sono consigliabili gomme alte e strette con una buona tassellatura piuttosto che larghe che, sebbene con una tassellatura pronunciata hanno difficoltà ad evacuare la mota tra i tasselli trasformandosi più facilmente in “ruote di terra” completamente lisce.
Nel fango sono da evitare le manovre strette e le fermate inutili durante l’attraversamento, poiché tali manovre andrebbero a “scavarci la fossa” ; inoltre la gestione dello sterzo va molto ben dosata perché, soprattutto in presenza di solchi e visto il poco attrito esercitato dalle ruote, rischiamo di trovarci a ruote girate anche dopo aver superato la fangaia, cosa che, recuperando improvvisamente l’aderenza, ci porterebbe a sterzate impreviste.
La fuoristrada va gestita nel modo più dolce possibile, anticipando le curve in funzione dell’aderenza, il motore va tenuto ad un regime tale da permetterci l’eventuale accelerata che, liberando per forza centrifuga le gomme dal fango, ci fa recuperare l’aderenza perduta (vedere “telegrafata” nel paragrafo “i trucchi del mestiere”);è sconsigliabile cambiare marcia durante l’attraversamento e le ruote vanno tenute ad una pressione di circa 0,5 bar sotto al nominale, la qual cosa permette alle stesse di meglio aggrapparsi al fondo e di deformarsi durante il rotolamento quel tanto da “scrollarsi” di dosso il fango rimasto tra i tasselli.
SABBIA
La sabbia è un po’ la chimera di ogni fuoristradista: tanto è desideroso il neofita di affrontarla tanto la ama/odia chi la conosce bene.
La guida sulla sabbia richiede l’attenzione di rimanere sempre col motore in tiro, la velocità sarà tale da garantire il galleggiamento della 4x4, la marcia dovrà necessariamente essere lunga e le manovre di partenza e arresto particolarmente dolci. Per fermarsi è praticamente inutile utilizzare il freno perché il peso stesso della vettura in decelerazione la arresta in spazi brevi.
La manovra di partenza su sabbia va effettuata, come per la neve, utilizzando la marcia più lunga che la situazione ci consente: scaricando troppa potenza a terra con una marcia corta rischieremmo di scavare una buca sotto ogni ruota assicurandoci ore di lavoro di pala e piastre per liberarci. Avendo la possibilità di farlo è buona norma fermarci in discesa in modo che il peso stesso della macchina, al momento della ripartenza, ci aiuti a svincolarla.
Le ruote, oltre ad avere una tassellatura meno pronunciata possibile, dovranno essere tenute ad una pressione molto bassa, la qual cosa andrà ad aumentare la superficie di appoggio a terra distribuendo il peso della 4x4 su una superficie totale più ampia (un po’ come indossare le racchette ai piedi sulla neve alta).
Nella marcia su sabbia è consigliabile non seguire i solchi delle auto che ci hanno preceduto ma trovare una via parallela e liscia ci garantirà un galleggiamento migliore e una guida più dolce.
E’ molto importante fare attenzione alle asperità naturali del terreno, soprattutto in fuoripista dove ruscelli in secca (oued) e rocce semi affioranti sono sempre in agguato: saltare in un torrente in secca perché non si è riusciti a frenare in tempo o scontrarsi con una roccia con le gomme sgonfie sono esperienze che possono mettere in dubbio il piacere della guida su sabbia.
Sulla sabbia è molto facile “piantarsi” soprattutto negli scollinamenti delle dune dove si lascia il gas per paura di fare il salto nel vuoto e nei punti dove la sabbia è più fine e la nostra velocità di galleggiamento diventa insufficiente.
Le curve sulla sabbia dovranno essere ampie e continue in modo da evitare che le ruote vadano a scavare troppo; le asperità come dune e avvallamenti sono, nei limiti del possibile, da aggirare poiché qualsiasi manovra che interrompa la nostra velocità ideale può comportare un insabbiamento.
Nel caso fosse necessario affrontare una duna, sarà opportuno scegliere con cura la marcia con cui si sale che dovrà garantirci la potenza necessaria ad arrivare in cima: un cambio marcia durante la salita comporterebbe sicuramente un arresto.
La velocità di salita, oltre a garantirci il galleggiamento, dovrà essere raggiunta con una rincorsa sufficiente per permettere alla 4x4 di non “arrampicare” troppo per raggiungere la vetta: dovremo farci aiutare dall’inerzia il più possibile per evitare che le ruote si mettano a scavare durante la salita.
Nel caso si avvertisse che la fuoristrada, nonostante la rincorsa, cerca di fermarsi, è opportuno assecondare la fermata senza affondare e non insistere a voler salire. Questa manovra ci permetterà di rimanere a galla e, usando la retromarcia con la massima dolcezza, di ritentare la salita con una rincorsa maggiore.
Nel caso, nonostante tutti gli accorgimenti, siamo rimasti insabbiati, dovremo, con buona volontà, liberare la 4x4 dalla morsa della sabbia. A tal fine diventa indispensabile l’utilizzo di una binda, della pala e delle piastre da sabbia sulle quali fare appoggiare le ruote dopo averle liberate per riguadagnare la necessaria aderenza.
ROCCIA
La roccia va sempre affrontata con estrema cautela: urti e decisioni azzardate nell’affrontare gli ostacoli possono creare anche danni parecchio costosi.
La guida su roccia dovrà necessariamente essere di tipo trialistico, perfettamente in aderenza badando bene a dove si vanno ad appoggiare le ruote. La pressione dei pneumatici andrà tenuta sufficientemente sotto al nominale per consentire alla gomma di “agguantare” la roccia senza però danneggiarsi pizzicandosi contro il cerchione; la trazione sarà sulle 4 ruote con le ridotte inserite e la velocità dovrà essere adeguata al percorso.
La guida su roccia appaga molto nel momento in cui la fuoristrada riesce a dimostrare le sue inaspettate doti di arrampicatrice.
Il nemico principale della guida su roccia è l’acqua, sia quella derivante dalla pioggia sia quella trascinata sull’ostacolo da un eventuale guado precedente: la roccia bagnata fa perdere alla nostra 4x4 tutte le doti di “prensilità” di cui abbiamo bisogno. In questo caso, solo se la situazione lo permette, è il caso di aggiungere un pò di abbrivio al nostro attacco all’ostacolo.
NEVE
La guida su neve non differisce molto da quella su sabbia: è necessario utilizzare la trazione sulle 4 ruote, il riduttore è da escludere preferendo le marce lunghe e la dolcezza in ogni manovra.
Nell’affrontare la neve è fondamentale avere la gommatura giusta, ruote troppo tassellate o troppo stradali non garantiscono un grip adeguato.
La aderenza sulla neve è data dalla neve stessa che, infilandosi tra i tasselli durante il calpestio della ruota e compattandosi, fa da “aggancio” tra la ruota e la neve sottostante permettendoci di avanzare. Durante il rotolamento la gomma adeguata si svuota lasciando la propria impronta nitida al suolo e rimanendo pulita. La gomma da neve è molto frazionata in tasselli non troppo alti e molto numerosi con intagli trasversali al senso di marcia. Questa conformazione garantisce, per ogni ruota in trazione, numerosi punti di aggancio atti a garantire la trazione e la direzionalità della 4x4.
Una guida troppo aggressiva nella neve porta alla inefficienza di questo meccanismo con conseguente perdita del controllo della vettura.
La perdita di trazione nella neve è generalmente dovuta ad un eccessivo dosaggio del gas; soprattutto in curva, mentre la macchina avanza diritta nonostante le ruote sterzate, sarà sufficiente alzare il piede dall’acceleratore permettendo alle ruote di girare alla stessa velocità della fuoristrada per recuperare immediatamente il controllo. La stessa cosa vale per il freno: l’ultima cosa da fare sulla neve è frenare. La macchina va gestita utilizzando al meglio il cambio e dosando in modo appropriato l’acceleratore. Partenze a arresti dovranno essere più dolci possibili con l’utilizzo della marcia più lunga possibile per la partenza e di continue scalate per l’arresto lasciando l’acceleratore al minimo e permettendo alla macchina di adeguarsi al rallentamento imposto da ogni marcia che si sta innestando.
La salita innevata va affrontata con dolcezza e con la giusta rincorsa: fare slittare le 4 ruote oltre che essere inutile può anche far perdere il controllo del veicolo e diventare pericoloso.
In caso di arresto sulla salita a causa della mancanza di trazione è fondamentale non affidarsi ai freni per la discesa in retromarcia: sarà necessario innestare la retro permettendo alla macchina di utilizzare il proprio freno motore durante la discesa.
La discesa innevata, se presa con leggerezza può essere molto pericolosa. La discesa va affrontata senza utilizzare i freni ma affidandosi esclusivamente al freno motore. Una volta innestata la prima marcia e imboccata la discesa bisogna stare pronti ad intervenire sull’acceleratore nel caso le ruote girino troppo lentamente rispetto alla velocità acquisita dalla macchina a causa del proprio peso: le ruote devono sempre viaggiare compatibilmente con la velocità della macchina. Se la 4x4 tende a slittare lungo il pendio dovremo accelerare quel tanto da ridare la trazione alle ruote riguadagnando il controllo della guida.
L’altezza della neve non è generalmente un problema a meno che non sia tale da fare spanciare la fuoristrada; per una maggiore trazione dei pneumatici è da preferire una traiettoria vergine piuttosto che la neve calpestata e compattata da altri veicoli che ormai è diventata un fondo ghiacciato.